18.9.11

Manga, terme e pronuntiatio restituta

Giappone terra di manga.
Dallo Shibaru al pachinko, dai batteri ai gatti, calcio o sushi, videogiochi e yakuza, cani o lingue straniere, quale che sia la vostra mania c`e` sicuro il manga che fa per voi.

Nel multiverso dei manga c`e` posto per tutto e non sono pochi i manga che anche solo a sfogliarli producono come reazione  stupefatti interrogativi che di solito comunciano  con un "Ma chi cazzo..."

 "Thermae Romae" (si pronunzia [termae romae]!) ambientato nella Roma di Adriano  e nel Giappone contemporaneo narra le vicende di  Lucius un architetto romano costruttore di terme che a causa di un buco spazio temporale si ritrova in un onsen giapponese. Mentre conosce questo nuovo mondo e impara ad apprezzarne i piaceri, Lucius, grazie al buco spazio tempo fa il pendolare fra i 2 universi e a Roma acquista fama costruendo un onsen giapponese.
Grande successo per questo fumetto che ha vinto il   Manga Taishō (マンガ大賞) 2010 e dal quale sara` tratto anche un film.
 All` autrice del fumetto  Mari Yamazaki l`idea della storia non e` venuta da un abuso di sostanze psicotrope ma semplicemente dall`aver passato 11 anni in Italia (e` anche sposata con un italiano).

Com`e` come non e` sento parlare di questo fumetto e quando mi dicono il titolo la prima reazione e` di correggere la pronuncia secondo me sbagliata.
-Non si dice "termae romae", la pronuncia corretta e` "terme rome"- dico io.
Ma la tipa la sa piu` lunga di me e mi dice che "termae romae" e` una  pronuncia sbagliata ma quella usata in molti peasi stranieri, mentre in Italia invece si usa la pronucia del latino che noi tutti conosciamo.
"Ma che e`?" penso io.
Ed eccomi a navigare nelle perigliose acque della rete a cercar lumi e spiegazioni.
Ed e` cosi` che scopro l`esistenza della " pronuntiatio restituta".
Sarebbe questa la pronuncia ufficiale del latino in molti ambienti accademici stranieri, soprattutto anglosassoni, perche` ritenuta piu` vicina alla reale pronuncia del latino cosi` come era parlato dalle classi colte nel periodo classico.
Ed e` proprio la pronuntiatio restituta che stabilisce che tra l`altro [ae] va letto cosi` come scritto e cosi` anche [oe] e ,udite udite, [ph] e [ti] etc. etc.

E la pronunzia che abbiamo imparato a scuola?
Prima che via appostiate armati di falcetto sotto la casa della vostra ex prof di latino, una precisazione: non se l`e` inventata lei, e` semplicemente la pronuncia del latino "consolidata dalla Chiesa cattolica e che si rifà ad una pronuncia più tarda di quella classica" "La Chiesa cattolica ha acquisito il latino parlato dal popolo, e non ha inventato una nuova pronuncia"(fonte wikipedia alla voce lingua latina).

Naturalmente siamo nel regno del "probabilmente" , i modi e tempi dei cambiamenti di fonetici sono una cosa assai complessa: ci sono da considerare variazioni non solo sull`asse temporale ma anche spaziale e sociale (variazioni diacroniche, diatopiche e diastratiche) I cambiamenti saranno avvenuti in un lungo arco di tempo, le varianti saranno coesistite e usate in zone diverse o tra classi diverse o ancora in contesti diversi per molto tempo.
E allora molliamo il falcetto e teniamoci la nostra pronuncia.



1 commento:

Acalia ha detto...

Troppi anni di latino mi spingono a pronunciare comunque quella ae come e ^^

Questa cosa della pronuncia restituta l'avevo già sentita ma l'ho catalogata come "roba per tenere impegnati gli studiosi di lettere antiche, altrimenti non hanno nulla da fare". Diciamo che, dato che nessun romano del periodo classico si è mai registrato, una pronuncia vale l'altra alla fine, basta accordarsi ^^